La nostra storia
La nostra storia
Il Convegno Internazionale di Chitarra Classica rappresenta da oltre trent’anni uno dei principali punti di riferimento per il mondo della chitarra in Italia: un luogo di incontro e confronto tra interpreti, compositori, docenti, liutai, studiosi, editori e operatori del settore, nato con l’obiettivo di valorizzare la cultura chitarristica e raccontarne l’evoluzione attraverso le personalità che ne sono protagoniste.
Fondato nel 1996 da Filippo Michelangeli, il Convegno ha costruito nel tempo un patrimonio di relazioni, esperienze e testimonianze unico nel panorama chitarristico nazionale e internazionale. A questa storia appartengono anche le Chitarre d’Oro, riconoscimenti assegnati ogni anno a personalità che si sono particolarmente distinte nei diversi ambiti della cultura e della professione chitarristica.
Nel corso delle sue prime trenta edizioni, il Convegno ha ospitato centinaia di relatori, concertisti, ricercatori e liutai, ha assegnato duecento Chitarre d’Oro e ha richiamato migliaia di appassionati dall’Italia e dall’estero. Gli Atti del Convegno costituiscono oggi un prezioso patrimonio documentario sulla storia recente della chitarra.
Un nuovo capitolo
A partire dall’edizione 2026, il Convegno apre un nuovo capitolo della propria storia.
L’organizzazione passa alla Società dei Concerti di Parma APS, presieduta da Davide Battistini, con la direzione artistica di Giampaolo Bandini e il contributo di un Comitato Scientifico composto da autorevoli personalità del settore.
Fondata nel 1894, la Società dei Concerti di Parma è una delle realtà musicali storiche del panorama italiano. Da oltre un secolo promuove e organizza attività concertistica e culturale, costruendo progetti capaci di mettere in dialogo tradizione, nuove generazioni e scena musicale internazionale.
La chitarra occupa da tempo un posto centrale nella sua attività. La Società dei Concerti organizza infatti il Paganini Guitar Festival, manifestazione internazionale dedicata alla chitarra e alla figura di Niccolò Paganini, che ogni anno riunisce a Parma concertisti, giovani talenti, docenti e professionisti provenienti da numerosi Paesi.
Concerti, concorsi internazionali, masterclass, mostre di liuteria, attività formative e progetti rivolti ai giovani hanno contribuito negli anni a creare una rete di collaborazioni con artisti e istituzioni del mondo chitarristico italiano e internazionale.
L’ingresso del Convegno Internazionale di Chitarra Classica tra i progetti della Società dei Concerti nasce quindi da una naturale continuità di intenti: custodire e valorizzare il patrimonio costruito nelle precedenti trenta edizioni e, allo stesso tempo, accompagnare il Convegno verso una nuova fase, ampliandone le relazioni, le attività e la dimensione internazionale.
Nel segno della sua storia, il Convegno continuerà a essere soprattutto una casa comune della chitarra: uno spazio nel quale generazioni, esperienze e professionalità diverse possano incontrarsi, confrontarsi e contribuire insieme al futuro dello strumento.
Le origini del Convegno - Il racconto del fondatore Filippo Michelangeli
Alle radici di questa nuova fase rimane il patrimonio costruito nei primi trent’anni del Convegno.
Filippo Michelangeli, che nel 1996 ne ideò e fondò la prima edizione, racconta così la nascita del Convegno Internazionale di Chitarra Classica, delle Chitarre d’Oro e di un progetto nato dall’esigenza di creare un luogo nel quale il mondo della chitarra potesse incontrarsi, confrontarsi e riconoscersi.
“Dirigendo dal 1991 Seicorde, un piccolo giornale dedicato esclusivamente alla chitarra classica, mi ero reso conto che uno dei problemi che affliggeva il settore non era la mancanza di valenti professionisti, concertisti, insegnanti, ricercatori, liutai – anzi, avevo fatto tanti incontri di qualità – ma la difficoltà, per non dire la diffidenza, che avevano molti di loro nel confrontarsi, nell’incontrarsi, nel riconoscersi reciprocamente i meriti e il valore.
Fu così che parlando con altri colleghi durante Interexpo Music – una fiera dello strumento musicale che si svolgeva negli anni Novanta a Pesaro – nel 1996 lanciai l’idea di dare vita a un convegno annuale dove i professionisti della chitarra avrebbero potuto incontrarsi e scambiarsi punti di vista, aggiornamenti, criticità, soluzioni. Pensai che sarebbe stato utile creare anche dei premi destinati non ai giovani, come già accadeva nei concorsi di esecuzione, ma ad adulti che avevano dimostrato con il proprio lavoro le loro capacità. Con una certa audacia le chiamai “Chitarre d’oro”, a sottolineare non tanto la preziosità del premio, quanto l’eccellenza delle personalità a cui sarebbero state assegnate. Giacché all’epoca non esisteva Internet, pensai che durante il Convegno sarebbe stato utile e di grande attrazione organizzare una parallela mostra-mercato, molto semplice e spartana, dove editori, discografici, liutai, produttori di accessori, festival, avrebbero potuto esporre le loro novità.
In 30 edizioni il Convegno ha ospitato centinaia di relatori, concertisti, ricercatori, liutai, sono state conferite duecento Chitarre d’oro e ha richiamato molte migliaia di appassionati da tutta Italia e dell’estero. Sono stati pubblicati gli Atti del Convegno che oggi rappresentano un prezioso patrimonio culturale che documenta, dalla viva voce di molte personalità ormai scomparse, gli ultimi trent’anni di storia della chitarra.
Persino nel 2020, il terribile anno della pandemia che ha bloccato tutte le iniziative congressuali e del mondo dello spettacolo, il Convegno si è svolto nel rispetto delle severe restrizioni sanitarie. Perché la passione per la chitarra, lo sa bene chi l’ha studiata, è qualcosa che ti porti dentro per tutta la vita e riesce a compiere il miracolo di non farti mai pensare che occuparsi delle sei corde sia un lavoro, ma solo una bellissima avventura.”
Filippo Michelangeli,
fondatore
